AGENDA DIGITALE

Spettro radio, la Ue scommette sul wireless

Il nuovo programma della Commissione europea punta a realizzare un approccio normativo congiunto per l’uso delle frequenze. Neelie Kroes: “Serve un mercato unico”

Pubblicato il 03 Set 2012

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La Commissione europea si attiva per promuovere l’innovazione wireless tramite la condivisione dello spettro radio. Il nuovo programma dell’Ue sulla politica dello spettro radio, reso noto oggi da Bruxelles, prevede che le autorità di regolamentazione sostengano l’innovazione senza fili controllando ed eventualmente ampliando le bande armonizzate del mercato interno per le quali non è richiesta alcuna licenza (le cosiddette bande non soggette a licenza) mediante opportune misure che rientrano nei poteri decisionali della Decisione spettro radio (676/2002/CE) Commissione in materia di spettro radio. Si punta inoltre alla promozione di un approccio normativo coerente in tutta l’Ue volto a condividere i diritti di sfruttamento, che offra stimoli nonché certezza giuridica a tutti gli utenti (attuali e nuovi) che possono condividere le preziose risorse dello spettro radio.

“Lo spettro radio costituisce l’ossigeno dell’economia, è utilizzato da ogni singolo individuo e da ogni impresa – sottolinea Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione responsabile per l’Agenda digitale europea – Se esauriamo lo spettro radio non funzioneranno le reti mobili né la banda larga. Ma questa prospettiva è inaccettabile: dobbiamo ottimizzare questa risorsa limitata riutilizzandola e creando un mercato unico per tali frequenze. Abbiamo bisogno di un mercato unico dello spettro radio, in modo da recuperare la leadership industriale mondiale nel settore delle comunicazioni mobili e dei dati e al fine di attrarre maggiori investimenti in ricerca e sviluppo”.

Fonti del settore prevedono che, da ora al 2015, il traffico mobile di dati a livello mondiale crescerà del 26% annuo. A quell’epoca saranno collegabili a Internet più di 7 miliardi di telefoni cellulari, tablet e altri dispositivi mobili.

Altre innovazioni senza fili che usano lo spettro radio comprendono i sensori senza fili e i telecomandi che attivano i sistemi intelligenti (ad esempio, spegnendo le luci quando non siamo in casa o regolando i sistemi di condizionamento dell’aria secondo la temperatura). Soltanto nella banda armonizzata di 863-870 MHz non soggetta a licenza, si vendono ogni anno in Europa almeno 40 milioni di apparecchi senza fili.

Tuttavia la crescente domanda di collegamenti senza fili sta raggiungendo i limiti dello spettro radio disponibile. In altri termini non esistono altre frequenze libere nello spettro e il costo della riattribuzione dello spettro radio per nuovi usi è elevato, soprattutto se gli attuali utilizzatori devono disattivare i loro apparecchi.

Grazie ai progressi della tecnologia un accesso condiviso allo spettro rende disponibili risorse aggiuntive, senza compromettere i diritti del titolare storico della licenza di utilizzare le frequenze. Ad esempio molte nuove tecnologie senza fili sono progettate per condividere bande per le quali non è richiesta alcuna licenza (bande non soggette a licenza). Altre rendono disponibili ulteriori risorse dello spettro fornendo, tra l’altro, servizi di banda larga senza fili tra le frequenze TV (i cosiddetti “spazi bianchi”).

Per ottimizzare i vantaggi di tali modalità di condivisione dello spettro radio, occorre eliminare gli ostacoli normativi e offrire incentivi a livello dell’Ue. In particolare nuove strategie normative devono attribuire ai diversi utenti, compresi gli attuali titolari, diritti garantiti di utilizzare una determinata banda di frequenze su base condivisa con livelli garantiti di protezione contro le interferenze.

La realizzazione, attualmente in corso, dell’inventario dello spettro, in base al programma per la politica dello spettro radio, fornirà informazioni relative all’uso delle bande di frequenza e quindi faciliterà l’individuazione di opportunità di condivisione vantaggiose nel mercato unico sia per le frequenze soggette a licenza sia per quelle che non lo sono. Una volta individuate, anche le opportunità di condivisione vantaggiose potranno essere registrate nell’inventario come riferimenti per altre zone geografiche o per usi analoghi su bande di frequenza diverse.

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