SEMICONDUTTORI

Stm-Ericsson, joint venture verso lo split up

Accordo per sciogliere la jv entro il terzo trimestre. La casa svedese subentrerà nel business dei modem Lte e rileverà circa 1800 dipendenti in Svezia, Germania, India e Cina. La casa franco-italiana assumerà circa 950 dipendenti in Francia e Italia. E dopo l’annuncio il titolo Stmicroelectronics vola in Borsa

Pubblicato il 18 Mar 2013

Ericsson e STMicroelectronics hanno raggiunto un accordo per lo scioglimento e la suddivisione della joint venture ST-Ericsson. Lo split up della joint venture dei semiconduttori, in crisi da tempo, sarà operativo entro il terzo trimestre del 2013. Il piano prevede che Ericsson subentri nella progettazione, sviluppo e vendite di prodotti modem sottile e multimodale Lte, compresi quelli a 2G, 3G e 4G. Dal canto suo, STMicroelectronics si farà carico dei prodotti esistenti della joint venture ST-Ericsson e nel business associato e inoltre in alcuni impianti di assemblaggio e di collaudo. Per le parti rimanenti, annuncia il comunicato, inizieranno i procedimenti finalizzati alla chiusura. Sull’onda della anotizia il titolo di StMicroelectrronics vola in Borsa, mettendo a segno intorno alle 14,00 un progresso superiore al 5% a oltre 6,14 euro, dopo aver segnato un massimo a 6,21 euro.

Oggi è stata anche annunicata la nomina di Carlo Ferro a President & Ceo di ST-Ericsson dal prossimo primo aprile. Ferro, che attualmente ricopre la carica di Chief operating officer di ST-Ercisson, subentra a Didier Lamouche, cha ha rassegnato le dimissioni dal gruppo la settimana scorsa.

Si prevede che il trasferimento formale delle parti interessate di ST-Ericsson alle parent company sia completato durante il terzo trimestre 2013, dopo aver ricevuto le approvazioni necessarie. Dopo la suddivisione della società, l’accordo prevede che Ericsson assuma circa 1.800 dipendenti e collaboratori esterni, principalmente concentrati in Svezia, Germania, India e Cina. E’ previsto anche che ST assuma circa 950 dipendenti, essenzialmente in Francia e in Italia, per sostenere le attività di business in corso e lo sviluppo di nuovi prodotti all’interno di ST.

La chiusura di alcuni rami di business che non saranno rilevati da STmicroelectronicis ed Ericsson porterà alla perdita di circa 1.600 posti di lavoro, di cui 400-600 in Svezia, aggiunge ST-Ericsson. L’azienda tenterà invece di cedere sul mercato il business della connettività, che occupa 200 dipendenti.

Ferro dirigerà le attività assicurando sia la continuità del business di ST-Ericsson sia il completamento efficace della fase di transizione. Hans Vestberg, President & Ceo di Ericsson e presidente del Consiglio di Amministrazione della ST-Ericsson ha dato il benvenuto a Carlo Ferro: “Carlo Ferro ha più di 20 anni di esperienza nell’ industria dei semiconduttori e una serie di successi raggiunti nel guidare e gestire progetti di trasformazione complessi. Ha contribuito al progresso che ST-Ericsson ha consolidato l’ anno scorso in termini di esecuzione della strategia e abbassamento significativo del punto di break-even”.

L’ accordo è pienamente in linea con l’obiettivo del modello finanziario di ST di un margine operativo del 10% o superiore e con piani per ridurre le spese operative nette trimestrali ad una media compresa fra i 600 milioni di dollari e i 650 milioni di dollari per trimestre entro l’ inizio del 2014. Inoltre, come risultato dell’ accordo, ST si aspetta di sostenere costi monetari, fra cui la copertura delle attività operative in corso di ST-Ericsson durante il periodo di transizione e costi di ristrutturazione, compresi fra circa 350 milioni di dollari e 450 milioni di dollari, una fascia più ristretta di quella comunicata alla fine di gennaio 2013.

Hans Vestberg ha detto che Ericsson continua a puntare sul valore strategico dei modem Lte e che l’azienda creerà una linea di business dedicate al loro sviluppo. Secondo le previsioni, questo business genererà perdite operative di circa 500 milioni di corone svedesi nel quarto trimester del 2013, legate principlamente ad attività di R&D.

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