IL REPORT

Strand Consult: net neutrality, buccia di banana per le telco

Gli operatori Tlc devono affilare le armi per affrontare la battaglia sulla neutralità della rete. Ecco gli ostacoli principali e le tattiche che verranno utilizzate dalle Internet company nell'”astroturfing”

Pubblicato il 27 Nov 2013

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La net neutrality sarà il tema “caldo” dl 2014 per il settore delle telecomunicazioni, ma il dibattito è insidioso per gli operatori e presenta alcuni rischi di cui le telco devono essere consapevoli. Lo scrive Strand Consult nella nota introduttiva al suo ultimo studio. L’industria delle telecomunicazioni è abituata a un processo regolatorio trasparente con norme chiare e in cui ogni parte interessata ha l’opportunità di esprimere la propria opinione. Il dibattito sulla net neutrality cambierà tutte le regole del gioco.

Sfruttando i social media e la stampa, infatti, i piccoli attori possono esercitare un’influenza enorme sul dibattito e gli operatori più grandi si troveranno sotto un fuoco incrociato o saranno presi d’attacco per puro sbaglio, secondo Strand Consult.

La Commissione Ue ha una proposta per la net neutrality e molti sostenitori delle ragioni della neutralità sono pronti a portarla davanti al Parlamento europeo: tra questi vi sono il Consiglio d’Europa, l’Ocse, la Banca mondiale, i regolatori telecom, diverse associazioni politiche e guru del web come Tim Berners Lee.

Nel suo studio “Understanding net neutrality and stakeholders’ arguments”, Strand Consult analizza il dibattito nei diversi Paesi del mondo. Secondo gli analisti ci sono quattro principali ostacoli o rischi per gli operatori insiti nel dibattito sulla net neutrality.

Il primo è determinato dal fatto che le organizzazioni che difendono la net neutrality sono diventate negli anni più abili, scaltre e sofisticate. Sono finanziate da grandi fondazioni benefiche e da alcune delle maggiori Internet company che hanno un interesse economico nell’assicurarsi che il dibattito prenda la direzione desiderata. Le organizzazioni che si battono per la net neutrality assumono avvocati e rappresentanti dalle migliori università; alcune praticano il cosiddetto “astroturfing” con cui cercano di creare l’impressione di una campagna nata dal basso coinvolgendo persone comuni. Il potere e la creatività di queste organizzazioni non va sottovalutata, ammonisce Strand Consult.

Il secondo rischio di cui le telco devono tenere conto è che la net neutrality può dare visibilità ad alcuni politici. Siccome la “retorica” della net neutrality cattura il pubblico, i politici potrebbero cavalcarla per conquistare consensi, senza neanche conoscere esattamente tutta la questione che ruota intorno alla neutralità della rete.

Terzo rischio: i media amano le controversie. Che siano veri conflitti o no, non importa: le storie sulla net neutrality possono essere raccontate con termini drammatici, generando molto seguito sui social media e attirando attenzione su giornalisti e testate.

Infine, gli operatori non sono preparati. Un “net neutrality attack” può manifestarsi quando gli operatori meno se lo aspettano. Una qualunque dichiarazione di un dipendente può essere usata contro l’operatore, estrapolata dal contesto e indipendentemente dalla sua fondatezza. Dato che si tratta di grosse aziende, può essere difficile per gli operatori coordinare internamente le loro risorse su un tema come la net neutrality che rappresenta un bersaglio mobile.

Nel suo studio Strand Consult illustra come molti operatori sono caduti su questi ostacoli, ma fornisce anche una serie di raccomandazioni per gli operatori che vogliono prepararsi al meglio al dibattito sulla net neutrality.

“Abbiamo riunito 30 argomenti a favore della net neutrality, con le prove a sostegno e altrettante confutazioni, per dare un quadro completo”, si legge nella nota di Strand Consult. “Forniamo una panoramica globale delle diverse interpretazioni della net neutrality, discutiamo di come le leggi sulla concorrenza possono affrontare questo tema ed esponiamo paradossi, false convinzioni e standard contraddittori sulla net neutrality”. Secondo gli analisti il dibattito può essere rivitalizzato in modo da affrontare più ampie problematiche relative alla discriminazione del traffico di Internet e sfruttare al meglio leggi e istituzioni esistenti per conciliare le esigenze del rispetto dei diritti delle persone con la preservazione degli interessi del mercato.

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