VERSO L'ASSEMBLEA

Telecom, faro della Ue sul controllo di Vivendi

La media company francese chiede formalmente a Bruxelles un parere sulle implicazioni che la sua quota di maggioranza potrebbe avere a fini antitrust. Il 12 maggio la decisione. Summit Bolloré-Recchi-Cattaneo prima della presentazione delle liste

Pubblicato il 06 Apr 2017

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L’Antitrust Ue deciderà il 12 maggio sull’acquisizione del “controllo unico di fatto” di Telecom Italia da parte di Vivendi. E’ questa la scadenza prevista secondo le regole europee sulle fusioni e acquisizioni. La notifica formale di Vivendi a Bruxelles porta la data del 31 marzo. La scadenza del 12 maggio è preliminare. I francesi hanno chiesto formalmente un parere alla Commissione sulle evenutali implicazioni che la sua quota di maggioranza potrebbe avere a fini antitrust.

Intanto si avvicina la scadenza per la presentazione delle liste il 9 aprile. Alla luce della composizione dell’azionariato ne sono attese solo due: quella di Vivendi, socio di maggioranza con il 23,9%, e quella dei fondi dato che non ci sono altri azionisti di minoranza con quote rilevanti.

Per Vivendi a decidere sarà certamente il presidente Vincent Bolloré che, stando a qaunto risulta al Sole 24 Ore, incontrerà prima della presentazione delle liste i vertici di Telecom. Su questro fronte, mentre è certa la riconferma dell’Ad Flavio Cattaneo – lui stesso ieri ha chiarito che resterà Ad e che con i francesi si condivide la stessa strategia – qualhe ragionamento in più si sta facendo sulla presodenza, dove non è da escludere del tutto la sostitizione di Giuseppe Recchi con il ceo di Vivendi, Arnaud De Puyfontaine.

Ma l’eventuale arrivo di Arnaud De Puyfontaine alla presidenza di Telecom Italia “non passerebbe inosservato agli occhi della Consob“, secondo il presidente della Consob Giuseppe Vegas. “Non si tratta di un valore meramente estetico. Poi dipende dalle deleghe e da come uno le esercita”.

Assogestioni si prepara invece a fare una lista corta: 5 nomi necessari a coprire 1/3 dei posti riservatio alla minoranza nel cda. La prassi consolidata è non esprimere candidati per la cariche sociali.

Saranno poi da valutare i riflessi delle scelte di Vivendi e dell’assemblea su quanto sollevato dai sindaci. Nei giorni scorsi il collegio sindacale di Telecom ha portato alla ribalta il tema sostenendo che il consiglio di amministrazione, salvo eccezioni di scarsa rilevanza, si è sempre espresso secondo le indicazioni dei consiglieri rappresentanti del socio di riferimento. Elemento che considera sufficiente “per poter accertare la sussistenza, ai fini della disciplina delle operazioni con parti correlate, di una posizione di controllo” di Vivendi su Tim. Il cda ha invece affermato che i consiglieri si sono sempre espressi liberamente.

Oggi pomeriggio in Consob a mercati chiusi arrivano i vertici di Assogestioni. Uno dei temi del confronto l’imminente scadenza (9 aprile) per la presentazione delle liste per la formazione del cda Telecom, in vista dell’assemblea dei soci All’incontro il presidente di Assogestioni, Tommaso Corcos, il direttore generale Fabio Galli e Simone Chelini, coordinatore del comitato dei gestori, competente per la presentazione dei candidati per l’elezione di rappresentanti di minoranza negli organi sociali delle società quotate italiane.

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