IL CASO

Telecom Italia, appello dei sindacati a Renzi: “Subito un tavolo sul futuro dell’azienda”

Cgil, Cisl e Uil preoccupate per le mosse dei francesi sulla compagnia italiana: “Serve un incontro per una valutazione complessiva del quadro che si sta delineando e delle possibili ricadute occupazionali”

Pubblicato il 30 Ott 2015

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Il governo intervenga per tutelare il futuro di un’azienda strategica come Telecom Italia. E’ unanime l’appello dei sindacati a Renzi dopo che il manager francese Xavier Niel ha annunciato di detenere una quota potenziale del 15,4%. Per la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, la partecipazione di Vivendi a cui si aggiunge quella di Niel “rischia di consegnare definitivamente ai francesi il controllo di Telecom Italia” e per questo motivo chiede un incontro al ministero dello Sviluppo economico.

“Purtroppo un altro pezzo della nostra industria viene controllata fuori dai confini nazionali – sottolinea Furlan in una nota – Telecom è una azienda strategica per il Paese e di fondamentale importanza per la crescita e per lo sviluppo. Il primo pensiero va alle nostre lavoratrici e lavoratori di Telecom. Il sindacato vigilerà con molta attenzione per tutelare gli interessi dei dipendenti. Una cosa sono gli investimenti, altra cosa e’ una operazione finanziaria di cui non sono ancora chiari i contorni. Sarebbe opportuno, in questa fase, un incontro con il Ministero dello sviluppo economico per una valutazione complessiva del quadro che si sta delineando e delle possibili ricadute occupazionali”. Per Furlan, “in quest’ottica l’accordo sottoscritto dalla Fistel Cisl il 27 ottobre 2015, con la definizione del Piano Industriale, assume un valore immenso per il futuro dell’azienda e per i lavoratori”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario generale delle Uilcom, Salvo Ugliarolo, per il quale “è necessaria una grande attenzione del governo sul futuro di un’azienda strategica per il Paese”. A questo proposito Ugliarolo ricorda che “abbiamo fatto bene a firmare l’accordo sui 2600 esuberi perché, in questo modo, abbiamo messo in salvo il perimetro occupazionale anche in vista di eventuali assetti azionari”.

“Il governo deve prendere posizione per capire il futuro della guida della quinta azienda del Paese – dice Ugliarolo – Continuando di questo passo consegniamo definitivamente una azienda strategica in mano straniera”. “E’ opportuno che il governo convochi una riunione con tutti i soggetti per una valutazione su quanto sta accadendo in queste ore. Telecom Italia è strategica per il nostro Paese e per la realizzazione di tutta l’infrastruttura necessaria a consentire all’Italia di non rimanere indietro nello sviluppo della banda ultralarga”.

In una una nota Massimo Cestaro, segretario generale Slc Cgil, chiede alla presidenza del Consiglio dei Ministri e al ministro dello Sviluppo Economico di “convocare immediatamente un tavolo con tutti i soggetti utili per definire quali strumenti siano necessari a garantire gli interessi del Paese e delle decine di migliaia di lavoratori, direttamente o indirettamente, coinvolti”.

Per Cestaro “sarebbe paradossale che per acquisire le politiche industriali di Telecom, di quale modello di sviluppo si intende perseguire per la realizzazione della banda ultralarga diventi necessario parlare con il Governo francese o, per sapere il futuro degli interessi di Telecom Italia in Brasile dover interloquire con le autorità regolatorie di quel Paese”.

“Al ministro Guidi, che si è così celermente prestata a occuparsi dei finti esuberi denunciati dall’azienda, lo avevamo ricordato – evidenzia – che il Governo si occupi dei problemi di come realizzare un utile di bilancio era sbagliato, occuparsi invece di quelle che devono essere le politiche industriali di un settore strategico una necessità Speriamo, parafrasando un detto in uso nel Paese dei nuovi proprietari di Telecom che ‘les jeux ne sont pas faits”.

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