Telecom Italia, è giallo sugli equity swap di Niel

Il manager – scrive Il Sole 24 Ore – avrebbe smontato dei contratti e costruiti altri, portandosi in Francia una plusvalenza forse superiore al 15% su una quota del 5% del gruppo telefonico italiano

Pubblicato il 05 Nov 2015

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Contratti “complicatissimi”, oggetto di studio da parte di Consob e suscettibili di ulteriori approfondimenti. I derivati costruiti da Xavier Niel su Telecom Italia sono definiti così, scrive Il Sole 24 ore, in ambienti vicini alla Commissione. Per ora, prosegue il giornale, il finanziere francese ha consegnato la ricca documentazione agli uffici competenti e comunicato al mercato alcune questioni chiave. Ma i dettagli svelati dal patron di Iliad sui contratti siglati hanno fatto sorgere diversi interrogativi.

Tanto che qualcuno, sul mercato, ha ipotizzato che Niel, forte di una posizione lunga su Telecom Italia pari al 15%, abbia perfino smontato negli ultimi giorni alcuni contratti e costruito degli altri. Portandosi già in Francia, conclude il quotidiano, una plusvalenza forse superiore al 15% su una quota del 5% del gruppo telefonico italiano.

Xavier Niel è entrato in Telecom Italia per conto proprio e non dispone dei diritti di voto sulla posizione lunga del 15,14% finché non verranno consegnate le azioni sottostanti alle opzioni. Lo ha comunicato Njj Holding, la società dell’imprenditore francese, a seguito dell’incontro con i vertici di Consob durante il quale il manager francese ha scoperto le carte e spiegato la sua operazione. Niel ha dunque confermato di “operare per proprio conto e di non agire in concerto con terzi per quanto riguarda la quota acquistata in Telecom Italia”.

Niel detiene attraverso la società interamente controllata Rock Investment, una posizione lunga complessiva pari al 15,14% del capitale di Telecom con diritto di voto, di cui il 7,26% circa strutturato tramite “call spreads”. Il 5,109% della quota è detenuto in forza di opzioni “cash settled” e il 10,03% in forza di opzione “share settled”, con date di regolamento delle opzioni comprese fra giugno 2016 e novembre 2017. Tutte le opzioni di acquisto sono europee.

Njj ha sottolineato che “fino alla consegna delle azioni in forza delle opzioni che prevedono il regolamento in azioni, la partecipazione che detiene in Telecom non conferisce la disponibilità dei diritti di voto relativi alle azioni sottostanti, né la possibilità di influenzare l’esercizio di tali diritti di voto”. Ieri il nuovo secondo azionista di Telecom è stato ricevuto in Consob. Dopo circa due ore di incontro con i commissari della Consob, era uscito senza rilasciare dichiarazioni.

L’Authority guidata da Giuseppe Vegas puntava a verificare di che tipo fossero i contratti sottoscritti da Niel, se di matrice europea o americana. Il finanziere, infatti, non ha dichiarato di avere acquistato azioni Telecom, ma solo opzioni call, che se fossero state americane, gli avrebbero dato la possibilità di entrare sin da subito in possesso delle azioni Telecom Italia e avrebbe quindi avuto la possibilità, ad esempio, di richiedere la convocazione di un’assemblea per eleggere un nuovo board o di rivendere subito le azioni, magari in un’eventuale Opa lanciata da terzi sin da subito.

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