IN BORSA

Telecom Italia, il futuro del Brasile tiene alto l’appeal speculativo

Il titolo sale in Borsa. A trainare l’ipotesi “spezzatino” della controllata carioca e la possibile trasformazione del gruppo in una public company

Pubblicato il 20 Gen 2014

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Resta vivo l’appeal speculativo su Telecom Italia: in giornata il titolo registra un +0,93% a 0,866 euro per poi chiudere a 1,11% a 0,8675. A mantenere l’attenzione degli investitori sul titolo ci sono oggi l’upgrade di Equita Sim e alcune indiscrezioni di stampa che ipotizzano due scenari diversi per Telecom che sono sostanzialmente basati sull’eventuale cessione di Tim Brasil, asset che il gruppo come più volte affermato ritiene strategico.

Più nel dettaglio, Equita Sim ha alzato il rating su Telecom Italia da hold a buy sia sulle azioni ordinarie sia sulle risparmio, con prezzo obiettivo che sale rispettivamente da 0,75 a 0,98 euro e da 0,6 a 0,79 euro. Secondo gli esperti l’intervento dell’authority Antitrust brasiliana ha alimentato l’appeal speculativo, “non solo per Tim Brasil, ma anche per Telecom stessa, in quanto impedisce a Telefonica di superare una quota di controllo piuttosto limitata. Il nostro Tp a 0,98 euro include parzialmente questo appeal (la valutazione fondamentale è pari a 0,92 euro, ndr). Di conseguenza, alziamo la raccomandazione a buy, anche alla luce di alcuni segnali di stabilizzazione sul mercato mobile domestico”.

Per quanto riguarda poi i due scenari ipotizzati dalla stampa, nel primo caso, si potrebbe già concretizzare un’offerta per Tim Brasil entro fine gennaio/febbraio. Secondo le indiscrezioni ci starebbero infatti lavorando sia la banca d’affari Pactual sia la America Movil di Carlos Slim. L’acquisto di Tim Brasil da parte di un terzo faciliterebbe il successivo spezzatino della società a vantaggio degli altri tre operatori esistenti, cioè Vivo, Claro (America Movil) e Oi Telemar (il campione nazionale) e porterebbe un incasso consistente per Telecom Italia. A quel punto Telefonica potrebbe scegliere o di fondersi lei stessa con Telecom, o di fonderla con un altro operatore tlc come l’olandese Kpn, oppure di procedere a un’alleanza o fusione con Mediaset. Con il gruppo di Silvio Berlusconi il numero uno di Telefonica, Cesar Alierta, sta già lavorando in Spagna, dove sono soci in Digital Plus e dove potrebbero salire in maggioranza acquistando il pacchetto in vendita del gruppo Prisa.

Sempre secondo la stampa, se invece l’offerta per Tim Brasil non dovesse mai arrivare o non dovesse essere accettata dal board di Telecom allora si aprirebbe uno scenario completamente diverso e il gruppo potrebbe diventare una public company.

“L’interesse sul titolo da parte degli investitori resta alto”, afferma un analista di una primaria casa d’affari contattato da MF-Dowjones, aggiungendo che “nelle indiscrezioni di stampa non c’è niente di particolarmente rilevante. Comunque, nel caso in cui Tim Brasil fosse ceduta, nonostante la società abbia affermato più volte che l’asset resta strategico, con meno debito ci potrebbe essere una fusione con Telefonica. Vedo invece molto meno probabile l’entrata in scena di Mediaset, anche se tutto può succedere. Per quanto riguarda il discorso della public company, ovviamente è da leggere come un qualcosa di positivo perche’ aumenterebbe la contendibilità della società”.

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