L'INCONTRO CON LETTA

Telecom: Patuano: “Investimenti e occupazione, governo valuterà”

Focus su investimenti e occupazione all’incontro con Letta. Domani a Palazzo Chigi il numero uno di Telefonica, Cesar Alierta. L’appello di Asati al premier: “Paletti agli spagnoli: o fusione o lancio Opa”

Pubblicato il 28 Ott 2013

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“L’incontro è stato molto cordiale, abbiamo analizzato la situazione di Telecom a 360 gradi e abbiamo parlato di come vediamo il futuro su investimenti e occupazione”. Così’ l’Ad di Telecom, Marco Patuano, dopo l’incontro con il premier Enrico Letta.”Il governo deve fare le sue valutazioni e prendere le sue decisioni”.

“Da parte del premier – ha rilevato Patuano – è giunta una interlocuzione molto attenta. Adesso ovviamente il governo deve effettuare tutte le sue valutazioni e prendere le decisioni che riterrà più opportune”. L’amministratore delegato non ha voluto entrare nel merito degli argomenti trattati, se nel corso dell’incontro si sia parlato o meno del tema dello scorporo della rete o della futura governance del gruppo telefonico.

Si terrà invece domani l’atteso incontro tra il premier Enrico Letta e il presidente di Telefonica, Cesar Alierta. L’incontro tra avviene prima della una riunione del Cda di Telecom, previsto il 7 dicembre, nel quale si dovrebbe approvare il nuovo piano industriale. Intanto è iniziato l’incontro tra l’Ad di Telecom Italia, Marco Patuano e Letta.

In occasione dell’incontro di domani tra Letta e Alierta, Asati invia una lettera al premier. Secondo i piccoli azionisti l’incontro rappresenterebbe “un lasciapassare segreto e intricato per avere un viatico al fine di effettuare un danno sicuro e palese a tutte le minorities della società, ai suoi dipendenti, all’indotto occupazionale e anche all’intero Paese, ancora arretrato nelle nuove infrastrutture proprio perché il blocco allo sviluppo di Telecom Italia, con l’opposizione ad ogni aumento di capitale riservato, è stato voluto proprio da colui che Lei riceverà domani”.

“Per dare credibilità, efficacia e difendere gli interessi di tutta la comunità che è legata a Telecom Italia e allo sviluppo del Paese (senza telecomunicazioni non c’è innovazione né sviluppo) – prosegue la missiva – nel suo incontro di domani sostenga l’operazione con Telefonica a due sole condizioni o alternative e sicuramente scoprirà nell’incontro di domani una opposizione di Telefonica che ha ben altri progetti per la nostra Telecom Italia: una fusione carta contro carta ad un valore di concambio di 1,1-1,2 euro come da confronto dati economico-finanziari delle due società. Solo così i concetti a Lei tanto cari e corretti di consolidamento del mercato Europeo hanno ed avranno un senso logico e non saranno solo parole al vento; se Telefonica è interessata a prendere il controllo di Telecom Italia questo deve avvenire con una operazione trasparente di mercato ponendo tutti gli azionisti alle stesse condizioni e non usando le stesse tecniche del capitalismo di relazione ormai finito e che ha portato potenzialmente vicino al collasso quello che era uno dei più grandi player mondiali. Telefonica faccia un Opa ad un valore non inferiore a 1.1 euro ad azione”

Solo presentando ad Alierta con queste operazioni – dicono i piccoli azionisti – si verificherà “un immediato rifiuto da parte del suo interlocutore), si salvaguarderanno gli interessi del Paese e quelli di tutte le minoranze”.

“Se accadesse – avverte Asati – Lei verrà ricordato dalla storia come il primo Presidente del Consiglio ad aver facilitato il primo progetto di public company della quarta azienda Italiana e riscatterà così il disastro creato da due precedenti presidenti del Consiglio che con una privatizzazione selvaggia e un Opa a debito e scatole cinesi, e poi con operazioni fuori mercato, hanno contribuito in maniera determinante alla situazione attuale della Società”.

Infine si chiede al premier una spiegazione circa le dichiarazione del Vice Ministro Catricalà, “riguardo al fatto che la riforma dell’Opa come filosofia va bene ma per il timing non si può applicare a TI. Una norma se va bene per tutto il mercato va bene da subito anche per Telecom Italia: questo distinguo lo riteniamo solo una boutade…”.

Di tutt’altra opinione, Tarak Ben Ammar. Secondo il consigliere di Telecom, Telefonica ”creerà ricchezza per sé stessa e per tutti gli azionisti di Telecom”. Il magnate tunisino invita a ”non fare processi alle intenzioni a Telefonica”, gruppo che dal suo punto di vista sarà in grado di rilanciare Telecom: ”Chi crede che soci italiani saranno schiavi degli spagnoli, si sbaglia. Siamo tutti molto attenti nel vedere protetta la ricchezza Telecom Italia. E Telefonica ci metterà la testa per creare ricchezza per se’ e per tutti azionisti”.Ben Ammar, insomma, non ha dubbi: a suo parere, bisogna avere fiducia nella strategia aziendale degli spagnoli.

Soprattutto perché, ha evidenziato prima di concludere, ”non succederà mai che gli spagnoli distruggono Telecom Italia per avere il Brasile a due lire. Anche loro hanno bisogno di recuperare l’investimento in Telecom, non sono qua solo per il Brasile. Io – ha evidenziato ancora – non vedo questo conflitto di interessi”.

Infine lo scorporo. “Condivido l’idea che Telecom Italia non si separi dalla rete”. “Quello della rete in mano a stranieri è un problema”, ha aggiunto facendo riferimento anche ai fatti di questi giorni con la vicenda Datagate.

A proposito del riassetto di Teleco, l’Ad di Mediobanca, Alberto Nagel ha detto:”Questa storia dell’italianità è una favola che ci vogliamo continuare a dire probabilmente per coprire qualche inefficienza nostrana”.

”L’italianità non ha senso e la storia che dobbiamo difenderci è un’autentica fesseria”, ha detto poi Nagel della crescita degli spagnoli in Telecom. ”Telefonica rappresenta una buona opportunità, mi stupiscono i commenti che parlano di Telefonica come di un partner negativo. L’operazione è una cosa buona per tutti gli azionisti di Telecom Italia”.

”Da quando è stata annunciata l’operazione Telco, Telecom ha fatto in Borsa un +14%, l’equivalente stock di settore il +8% – ha aggiunto Nagel -. Il mercato ha capito che finalmente si muoveva qualcosa, che poteva andare a trovare la soluzione di problemi strutturali che non si risolvono se non vengono toccati”. Con il riassetto Telco, ha aggiunto poi il numero uno di Mediobanca, ”pensiamo di non aver fatto una cosa sbagliata per noi. Abbiamo fatto transazione al doppio del valore di mercato” e positiva ”per tutti gli azionisti Telecom. Così Telecom si è mossa da una situazione di stallo a una situazione in divenire che a mio avviso e’ sicuramente piu’ interessante. Se c’e’ meno finanza e più industria, sicuramente migliorerà”.

“Se ci sarà o meno un aumento di capitale è una questione per il Cda di Telecom – ha detto poi Nagel – Noi pensiamo di uscire da questa partecipazione, abbiamo fatto accordi tali che ci possono portare a giugno” a uscire dal capitale. “L’idea è di uscire e non essere esposti a questo tipo di industria, perché non è coerente con i nostri piani. Il Cda di Telecom è indipendente e vedremo quale sarà l’esito, ma possiamo dire che, non solo nel lungo termine, ma anche nel breve, il nostro impegno e’ per uscire dal capitale”.

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