Telecom, target ultrabroadband al rialzo. Nuovi tagli sui costi

L’Ad Cattaneo annuncia una revisione degli obiettivi per le reti fisse (80% del territorio nel 2017) e mobili (Lte al 98% fra un anno). Sul piano di ristrutturazione: “Individuati ulteriori spazi di efficientamento, cura possibile anche per Tim Brasil”. Confermata la volontà di ridurre il rapporto debito/Ebitda

Pubblicato il 07 Nov 2016

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Telecom Italia rivede al rialzo gli obiettivi di copertura del territorio con le proprie reti a banda ultralarga. L’amministratore delegato del Gruppo, Flavio Cattaneo, annuncia in una conference call con gli analisti che le reti di nuova generazione in fibra ottica arriveranno a coprire il 60% del territorio a fine anno, contro una previsione precedente del 56%, e l’80% entro il 2017, anziché il 75% stimato in precedenza. Per la rete Lte “l’aggiornamento è dal 95% a oltre il 96% per quest’anno e dal 96% al 98% per il prossimo”. Tutto questo “sarà realizzato consegnato senza aumentare gli obiettivi di Capex (spese per capitale, ndr), grazie ad un cambio di mix e un più basso costo totale di proprietà. Investiamo solo in ciò che è fondamentale”.

“Se comprendiamo le cosiddette aree bianche, questo significa che copriremo l’intero paese a 200 megabit al secondo o più in anticipo: il roll-out accelerato nell’ultrabroadband permetterà di raggiungere gli obiettivi di copertura ben prima del piano corrente”, spiega Cattaneo che torna sul piano di ristrutturazione sottolineando che “ulteriori efficientamenti saranno annunciati a febbraio” visto che è stato “identificato un ulteriore spazio di espansione per il nostro piano di taglio dei costi”. Inoltre, aggiunge, la telco “sta aumentando l’obiettivo della copertura Ftth da 30 a 50 città, per quanto riguarda la Ngn, fatti dunque e non parole”. Per voce dell’amministratore delegato, Telecom “conferma l’obiettivo di ridurre il rapporto debito/ebitda sotto 2,7 volte senza necessità di cessioni di asset”.

Il gruppo telefonico ha rivisto al rialzo anche i target dei clienti Ngn del 10% al 2018 da 5 milioni a 5 milioni e mezzo. “Stiamo investendo in Italia come nessun altro – prosegue l’Ad- da gennaio abbiamo speso 2,4 miliardi, in gran parte per sviluppare le nuove tecnologie ultra-broadband”.
E, ancora, Tim pensa di poter fermare al più presto la riduzione delle linee fisse: “Il nostro target del quarto trimestre è quello di raggiungere il prima possibile la parità”. Secondo i risultati presentati alla comunità finanziaria, dopo aver registrato una costante riduzione nel corso dell’anno, le linee fisse perse si sono attestate a 100 mila nel terzo trimestre quasi dimezzandosi rispetto alle 173 mila perse nello stesso periodo del 2015.

Cattaneo esprime poi “fiducia” per il futuro di Tim Brasil: “Oggi c’è spazio per crescere tantissimo soprattutto nell’ambito delle linee post paid – aggiunge -. Anche in Brasile c’è la possibilità di una riorganizzazione strutturale dell’azienda con un duplice effetto, quello di aumentare ricavi e ridurre la volatilità delle offerte, per raggiungere maggiore stabilità”.

L’annuncio del raggiungimento in anticipo dei target delle reti Ngn segue di pochi giorni l’ultima trimestrale della compagnia, che ha fatto segnare il miglior trimestre dal 2007 con il fatturato che torna al segno più: i ricavi consolidati sono stati pari a 4,8 miliardi di euro (+1,4%), con un Ebitda di gruppo a quota 2,2 miliardi (+8,5%).

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