LE REAZIONI

Telecom-Telefonica, i media spagnoli: “Vero obiettivo è il Brasile”

La cronaca dell’operazione in primo piano sulle testate iberiche. Unanimi le analisi: “Alierta punta a rafforzarsi in Sudamerica grazie a Tim Brasil”

Pubblicato il 31 Ott 2013

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L’operazione di Telefonica su Telecom e le possbili conseguenze sul mercato delle Tlc non è notizia da prima pagina in Spagna. Il Paese iberico si occupa di altre questioni: la fine della recessione, la riforma delle pensioni e l’acceso dibattito sulla secessione della Catalogna. In queste settimane i più grandi quotidiani iberici dedicano all’affaire le pagine interne dell’Economia, dando ampio spazio alla cronaca – spicca ad esempio la promessa fatta da Cesar Alierta a Letta di mantenere Telecom italiana e l’occupazione nel Paese – e poco ai commenti. Che, quando ci sono, parlano di operazione “complessa” per la compagnia spagnola.

Secondo il quotidiano El Pais, l’aumento della partecipazione in Telecom Italia “è stato preceduto da negoziazioni e rappresenta la ricerca di un complesso equilibrio di poteri per assicurare la formula che garantisca competitività effettiva in Brasile e Argentina”. Il quotidiano ricorda inoltre che l’accordo con Telefónica può risolvere la situazione finanziaria di Telco ma solo temporaneamente. “La chiave, invece, è nelle decisioni che deve prendere Telecom Italia – spiega El Pais – In questo senso, sarà decisivo il Cda del 7 novembre dove si deciderà su un eventuale aumento di capitale da 2 miliardi di euro a fronte di un debito finanziario di quasi 30mila milioni di euro e un valore in borsa di 10mila e 800 milioni”.

Più articolata l’analisi di Expansion. “L’intenzione di Telefonica – si legge sul quotidiano finanziario – non è aumentare la sua presenza sul mercato italiano, ma contribuire al suo consolidamento nel mercato brasiliano grazie a Tim Brasil”. All’indomani della riorganizzazione operativa in Spagna Telefonica sta mettendo a punto “una nuova trasformazione industriale che le permetterà di essere più competitiva su un mercato (quello sudamericano ndr) per essa strategico”. Il tutto ricorda Expansion a un prezzo più che ragionevole (440 milioni).

“Uno dei punti interrogativi – prosegue Expansion – resta il futuro della partecipazione di Telefonica in China Unicom, una questione sulla quale la compagnia ancora non si è pronunciata”, ha scritto. Telefonica ha il 5,01% del capitale di China Unicom, una partecipazione che si è ridotta dopo la vendita del 4,56% a luglio del 2012 per 1.142 milioni di euro.

Abc.es spiega che l’obiettivo di Alierta è di “blindare” lo status quo in Telecom Italia, ex monopolista e primo operatore italiano. “Mantenere il suo dominio in una compagnia di questo calibro appare un fattore chiave affinché Telefonica possa influire sulla gestione e collocarsi in una posizione chiara di controllo”. El Mundo si limita a riportare i dettagli dell’accordo, dando ampio spazio ai titoli dei giornali italiani: “Telecom nelle mani degli spagnoli”.

Per il settimanale di approfondimento Cinco días, nonostante le rassicurazioni del presidente di Telefónica, César Alierta,“l’acquisto di Telecom Italia da parte del gruppo spagnolo è un’operazione complessa dal punto di vista politico e finanziario”. “Telefónica ha detto chiaramente ai mercati che l’acquisto non comporterà nessun cambiamento nel proprio bilancio – si legge sul giornale – Gli impegni per la riduzione di 47mila milioni di euro restano. Ma, con l’acquisto di Telecom Italia, Telefónica si accolla un debito di 29mila milioni di euro e questo potrebbe aumentare il debito del gruppo spagnolo fino a 77mila milioni di euro”.

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