Telecom, Vivendi non si opporrà a conversione azioni

La media company rischia la diluizione della quota al 14%, ma non è preoccupata per la capacità di raggiungere gli obiettivi per TI

Pubblicato il 06 Nov 2015

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Vivendi non si opporrà alla conversione delle azioni di risparmio proposta dal cda di Telecom Italia, nonostante la diluizione a circa 14% che interesserà la quota del gruppo francese, attualmente a 20%. Lo riferisce una fonte vicina alla situazione, aggiungendo che il gruppo non è preoccupato del possibile impatto della conversione sulla capacità di Vivendi di raggiungere i suoi obiettivi per Telecom Italia.

L’operazione sarà sottoposta fra l’altro al vaglio dell’assemblea ordinaria dei soci Telecom che dovranno approvarla con almeno due terzi del capitale presente. Considerato che Vivendi ha circa il 20% di Telecom, un suo voto contrario avrebbe potuto mettere a rischio la conversione.

In conference call, l’Ad di Telecom Marco Patuano ha detto che sulla conversione non sono stati consultati Vivendi o altri soci.

nel corso del suo intervento oggi alla seconda edizione del Summit dell’Economia organizzato da Challenges a Parigi, il ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine , ha ribadito: “Siamo partner di lungo termine di Telecom Italia. L’Italia per noi è un mercato che rispetta i nostri valori latini e che rappresenta un’opportunità per contribuire a costruire il nostro gruppo che è orientato sui media e sui contenuti con un footprint molto importante nell’Europa del Sud”.

L’Italia, ha sottolineato de Puyfontaine tornando a spiegare le ragioni dell’investimento di Vivendi, “era un’opportunità. Telecom Italia ha un fortissimo potenziale e l’Italia è l’unico paese con la Grecia che non ha ancora infrastrutture via cavo”. Nelle discussioni con il management dell’operatore tlc italiano “sono emerse le grandi opportunità che c’erano per lavorare insieme. L’Italia è un paese che amiamo, Telecom Italia è un’ottima azienda e l’accesso, grazie a Telecom Italia, di oltre 100 milioni di consumatori in Italia e in Brasile permette di costruire una piattaforma di distribuzione”.

Inoltre, ha aggiunto de Puyfontaine, dietro a questo investimento in Telecom Italia c’è la possibilità di recitare un ruolo anche nel settore media italiano. “Attraverso Telecom Italia -ha sottolineato – c’è la possibilità un giorno di recitare un ruolo nel settore media, della creazione e dei contenuti. E’ un’opportunità per Vivendi”. Con il presidente del Consiglio di Sorveglianza, Vincent Bolloré, “abbiamo un punto in comune, è che amiamo molto l’Italia e che la conosciamo bene”, ha detto.

La proposta licenziata dal Cda prevede l’attribuzione ai possessori di azioni di risparmio della facoltà di convertire le azioni di risparmio detenute in azioni ordinarie Telecom Italia, sulla base di un rapporto di conversione pari a 1 azione ordinaria per ciascuna risparmio detenuta, con pagamento di un conguaglio di 9,5 centesimi di euro per ciascuna azione. La conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in circolazione scatta al termine del periodo per l’esercizio della conversione facoltativa in azioni ordinarie Telecom Italia, sulla base di un rapporto di conversione pari a 0,87 azione ordinaria per ciascuna azione di risparmio, senza pagamento di alcun conguaglio e senza riduzione del capitale sociale.

“La conversione è finalizzata alla semplificazione della struttura del capitale e all‘incremento della liquidità e del livello di flottante delle azioni ordinarie – spiega una nota Telecom – Per effetto del contributo in denaro che verrebbe corrisposto a titolo di conguaglio dai possessori di azioni di risparmio che decideranno di aderire alla facoltativa, potrà essere altresì conseguito un rafforzamento della struttura patrimoniale della Società, ed il relativo incasso contribuirà alla copertura del piano di investimenti innovativi, sia su rete fissa che su rete mobile, di Telecom Italia”.

Una mossa, quella della conversione, che alcuni osservatori reputano anti-scalata, in un momento in cui Telecom è al centro delle attenzioni dopo il blitz di Xavier Niel, ma la decisione del cda non era comunque inaspettata e già l’incremento della quota del gruppo francese in Telecom lo scorso settembre era stata letta proprio come una mossa anti-diluitiva, in vista di una possibile conversione delle risparmio.

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