CALL CENTER

Teleperformance verso lo spin off, i sindacati: “A rischio 2mila posti”

L’azienda intende avviare la societarizzazione dei call center di Roma e Taranto che registrano forti perdite. L’Ad Piva: “Anche Telecom ha adottato questo modello”. L’affondo della Slc: “L’operazione porterà solo licenziamenti. La colpa è anche del governo”

Pubblicato il 07 Mag 2015

call-center-120321172826

E’ scontro tra i sindacati dei lavoratori della comunicazione e la multinazionale francese Teleperformance che ieri, al termine di un confronto a Roma, ha dichiarato la costituzione di nuove società per i call center di Taranto e Roma. Teleperformance motiva il provvedimento col fatto che i due call center sono in forte perdita. Il sindacato Slc Cgil parla di 2mila posti di lavoro a rischio. Per anni il call center di Teleperformance a Taranto – 1600 addetti a tempo indeterminato e 800 a progetto – è stato indicato come “isola felice” e portato ad esempio dai Governi oltreché dai sindacati. Attraverso i provvedimenti varati dall’allora ministro del Lavoro, Cesare Damiano, il call center di Taranto aveva infatti stabilizzato centinaia di addetti e introdotto i contratti a tempo indeterminato.

Se i call center vengono spesso indicati come emblema dell’occupazione precaria, quello di Teleperformance a Taranto costituiva la cosiddetta “altra faccia”. Poi, però è arrivata la crisi. Teleperformance ha fatto ricorso più volte agli ammortizzatori sociali, spesso ha anche annunciato il rischio di dover chiudere, sino all’annuncio fatto ieri ai sindacati: il destino dei tre call center presenti in Italia verrà separato. Taranto e Roma da una parte e Parco San Leonardo, a Fiumicino, dall’altra.

“Abbiamo parlato di societarizzazione ai sindacati, ovvero di trasformazione in società per azioni delle sedi di Taranto e Roma, seguendo un modello che nel nostro settore sta prendendo piede – spiega l’Ad di Teleperformance, Gabriele Piva – anche Telecom sta adottando un modello analogo. In sostanza, il business derivante dalle commesse internazionali resterà in capo alla corporate, il mercato italiano, invece, sarà dei call center di Taranto e Roma”. Due anni fa, per cercare di superare la crisi, Teleperformance e sindacati avevano sottoscritto un accordo che tagliava il costo del lavoro, accordo in scadenza a giugno, “ma quest’intervento – dice ora Piva – non è bastato. Abbiamo costi alti a fronte di una pressione sui prezzi e di quello che fanno i nostri competitori. Inoltre, il call center di Taranto, oltre ad avere perdite tra gli 8 e i 9 milioni di euro, soffre di una serie di rigidita’ che non possiamo più permetterci”.

“Dobbiamo andare verso una società più flessibile e con meno contratti a tempo indeterminato – precisa Piva – oggi, invece, se chiediamo ai nostri dipendenti di Taranto di lavorare più ore perché ci sono punte di lavoro, abbiamo risposte negative perché, evidentemente, il personale ritiene che questo maggiore impegno sia incompatibile con la propria organizzazione di vita personale e familiare. Così come registriamo la fuga dall’impegnarsi in una nuova commessa, su Taranto, che richiede sette giorni su sette di lavoro”.

“Non licenzieremo nessuno – afferma ancora Piva – i call center di Taranto e Roma restano nel petrimetro societario ma andranno incontro ad una ristrutturazione, inevitabile viste le cose”. Piva annuncia quindi che è stato sottoscritto con i sindacati un accordo per la mobilità volontaria con l’utilizzo della nuova Aspi. L’accesso resterà aperto sino ad agosto e l’azienda valuta l’esistenza di circa 400 esuberi.

E dunque l’azienda chiede ai sindacati di avviare nuove trattative per pervenire ad un nuovo accordo che aggiorni quello del 2013, “cercando insieme di identificare nuovi strumenti di flessibilità ed efficienza che consentano di proseguire nel progetto di rilancio della sede di Taranto”.

“La societarizzazione annunciata da Telepeformance – rileva a sua volta Andrea Lumino, segretario Slc Cgil di Taranto – porterà solo a due cose: chiusura dei call center e licenziamenti dei lavoratori. Le società saranno messe sul mercato, bisognerà vedere se ci sono degli acquirenti, e quali e con quali intenzioni, mentre i lavoratori, se riassunti, lo saranno con le nuove norme del Jobs Act perdendo i loro diritti e subendo un demansionamento. Una prospettiva che contrasteremo”. “Teleperformance è la seconda realtà lavorativa di Taranto dopo l’Ilva – sottolinea Lumino – se il call center chiudesse, ci sarebbe un impatto sociale devastante in una citta’ che vede gia’ i problemi, notevoli, dell’Ilva, dell’indotto siderurgico, del terminal container di Evergreen. Non possiamo quindi permetterci di perdere altri posti di lavoro e il Governo deve intervenire rapidamente”.

“Con la decisione di Transcom e Teleperformance di dividere le loro filiali italiane in più società, separando le commesse buone e redditizie da quelle più esposte agli effetti nefasti dell’assenza di regole negli appalti del mercato dei call center, si sta ufficializzando nei fatti l’uscita dal mercato italiano di due delle realtà più importanti nel business mondiale dei call center – evidenzia Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil – Aziende che nel mondo sono diventate “colossi” con decine di migliaia di dipendenti, decidono di arrendersi all’anarchia del mercato italiano che impedisce alle aziende strutturate e serie di operare rispettando le regole.”

“Questo è il frutto dell’immobilismo di un esecutivo che non vuole far rispettare una propria legge in materia di regolamentazione delle delocalizzazioni dei servizi di call center e di tutela dei dati sensibili dei cittadini (l’Art. 24 bis della Legge 134/12) – affonda il sindacalista – per la quale si sono sprecati gli annunci di esponenti del Governo e le risposte alle interrogazioni parlamentari che sono state smentite sistematicamente in quanto la legge non viene rispettata da nessuna azienda.”

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati