TELECOM ITALIA

Tim Brasil, il dossier slitta al 2014

Telefonica d’accordo a rimandare il riassetto della compagnia. Sul piatto l’ipotesi di integrarla con Vivo

Pubblicato il 12 Nov 2013

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Slitta il dossier Tim Brasil. Secondo il Sole 24 Ore, Telefonica è d’accordo a rinviare la questione della partecipata brasiliana di Telecom Italia si parlerà solo nella seconda metà del 2014. L’ipotesi sarebbe quella di concordare con le autorità locali le modalità di un’integrazione fra Vivo e Tim Brasil, i due operatori mobili leader del mercato, che fanno capo a Telefonica e Telecom Italia. Una fusione che comporterebbe la necessita’ di cedere attivita’ nelle aree dove la sovrapposizione supererebbe i limiti consentiti.

Una cessione immediata di Tim Brasil, prosegue il quotidiano, avrebbe visto distanti domanda e offerta, con Telecom indisponibile a scendere sotto i 9 miliardi e la piazza barasiliana indisponibile a salire sopra i 7 miliardi.

Intanto avanza il processo di cessione di Telecom Argentina, operazione oggetto ddi approfondimento nel corso di un consiglio di amministrazione tenutosi ieri in conference. “Si conferma il mandato al management – si legge nella nota emessa da Telecom – a finalizzare la cessione”. Ma la decisione non sarebbe stata unanime: avrebbero votato contro due dei consiglieri indipendenti di Assogestioni, Luigi Zingales e Lucia Calvosa. Per Telecom Argentina è arrivata un’offerta non sollecitata – circa 1 miliardo di dollari – da parte del fondo Fintech.

Intanto – riferisce una nota di Telecom Italia – Telefonica ha chiesto e ottenuto una deroga al patto parasociale di Telco, holding che detiene la quota di riferimento di Telecom Italia, per sottoscrivere una quota massima pari al 10,34% del prestito convertendo Telecom. Lo riferisce una nota Telecom Italia su un’integrazione ai patti.

Telefonica detiene il 66% di Telco, che in trasparenza corrisponde al 14,8% di Telecom Italia ma, in termini di diritti di voto, controlla il 46,18% della holding, che corrisponde al 10,4% circa di Telecom. La quota massima richiesta da Telefonica le consente quindi di non diluire la sua partecipazione con diritto di voto.

Il gruppo spagnolo ha detto nei giorni scorsi di aver acquistato il bond convertendo, per 103 milioni di euro, che corrisponde a circa l’8% del totale. Telecom Italia nei giorni scorsi ha collocato un bond convertendo da 1,3 miliardi, con scadenza novembre 2016, riservato a investitori qualificati.

Telco, che detiene il 22,4% di Telecom Italia, in termini di diritti di voto, è partecipata da Telefonica con il 46,18%, da Intesa Sanpaolo e Mediobanca con l’11,62% ciascuna e da Generali con il 30,58%.

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