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Tim, Francesco Castelli: “Pronti per l’Ftth, l’Italia ha fame di broadband”

Il Responsabile Regulatory Strategy & Equivalence: “È il take up a dare lo sprint alla copertura: in due anni abbiamo cablato il 75% delle aree bianche”. E ora la compagnia prepara il nuovo salto infrastrutturale

Pubblicato il 03 Mag 2022

Francesco Castelli TIM

L’Italia ha fame di connettività veloce e sta mostrando un sano tasso di take up dei nuovi servizi di rete a banda ultralarga, anche nelle aree bianche. Lo ha detto Francesco Castelli, Responsabile Regulatory Strategy & Equivalence di Tima Telco per l’Italia, l’evento CorCom-Digital360. “La copertura c’è ma non è tutto: è l’adozione a dare lo sprint e l’Italia sta crescendo“, ha affermato il manager.

L’impegno delle telco nell’infrastrutturazione, i Piani Bul e 5G e la spinta alla digitalizzazione impressa dall’emergenza Covid fanno muovere l’Italia. Il 94% delle linee fisse attestate sulla rete Tim è raggiunto dall’ultrabroadband. La rete 4G di Tim copre oltre il 99% della popolazione nazionale; l’Ftth ha raggiunto circa il 24% delle unità immobiliari.

“Tim ha quasi realizzato la copertura universale con la banda ultralarga, con 11 milioni di famiglie e imprese che usano l’ultrabroadband di Tim”, ha affermato Castelli. “Sappiamo che la maggior parte usa la rete Fttc, che è non è future-proof come l’Ftth, ma dà una risposta qui ed ora alle esigenze attuali di famiglie e imprese. Da qui Tim partirà per il secondo salto infrastrutturale del Paese verso l’Ftth. Per essere efficace questo percorso ha bisogno di adozione insieme alla copertura, ma la domanda registrata nelle aree bianche è incoraggiante”.

La domanda sostiene la copertura

La copertura ultrabroadband di Tim raggiunge circa il 75% delle aree bianche. “In soli due anni Tim ha attivato un numero di linee Fttc di 10-15 volte maggiore dell’Ftth del Concessionario e questo dimostra che anche in queste aree la domanda di banda ultralarga larga c’è e va soddisfatta. E mentre lavoriamo per il futuro con le tecnologie 100% in fibra, non dobbiamo trascurare il presente per dare subito una risposta a esigenze del mercato”, ha affermato Castelli.

Nell’adozione delle reti di nuova generazione l’Italia mostra un ritardo rispetto ai Paesi europei come Spagna e Francia che hanno puntato subito sull’Ftth, ha ammesso il manager di Tim, ma copertura e domanda viaggiano di pari passo e si incentivano a vicenda. L’operatore nazionale è ora pronto a nuovi investimenti sulla fibra che arriva fino a casa, senza più presenza del rame. L’obiettivo è arrivare dall’attuale 25% delle unità immobiliari al 60% (si tratta di una copertura dell’80% se si considerano solo le aree grigie e nere).

Questa roadmap richiederà un investimento “notevole”, ha affermato Castelli, che includendo anche gli investimenti nel mobile broadband e nel 5G assorbirà circa la metà delle risorse messe a disposizione per gli investimenti del Piano industriale 2022-2024. A fine 2021 la rete 5G di Tim ha raggiunto 48 Comuni, con una copertura di oltre il 90% a Milano.

FiberCop, banco di prova per il co-investimento

Intanto ha già ottenuto il disco verde di Agcm e Agcom il progetto di co-investimento di FiberCop, al momento al vaglio dell’Ue. “È un programma su scala nazionale, il primo del suo genere in Europa”, ha sottolineato Castelli. “Ed è anche il primo co-investimento aperto che mette in pratica il nuovo Codice europeo delle comunicazioni elettroniche. Sarà un importante banco di prova sia dal punto di vista tecnico che commerciale”.

Numerosi gli accordi di co-investimento siglati fra Fibercop – la wholesale company controllata al 58% da Tim e partecipata al 37,5% da Kkr e al 4,5% da Fastweb –con co-investitori nazionali (Fastweb e Iliad) e co-investitori locali (Connectivia, Afinna One, Netoip.com, Wirlab, Springo, e da ultimo l’operatore Tlc Telecomunicazioni che prevede di portare la banda ultralarga Ftth nei comuni del Lazio, Puglia e Campania. Sette le cittadine protagoniste del progetto: Formia, Gaeta, Castellaneta, Bellona, Pietramelara, Sparanise e San Salvatore Telesino.

La wholesale company capitanata da Carlo Filangieri ha ottenuto lo scorso 22 febbraio il via libera dall’Autorità antitrust in merito agli impegni relativi alla cooperazione per la costruzione della rete in fibra sul territorio nazionale. È poi arrivato il via libera anche da parte dell’Agcom, che a inizio aprile ha avviato il processo di notifica alla Commissione europea.

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