L’INCONTRO CON I MANAGER

Tim, Labriola: “Netco e Servco saranno entrambe leader”

L’amministratore delegato fa il punto sull’evoluzione della società. “Con Kkr operazione di rilevanza unica, abbiamo anche messo i tasselli fondamentali nel rilancio del business e, grazie al superamento del fardello del debito, ci stiamo riservando delle opzionalità strategiche per il futuro”. Ma per il rilancio del settore delle Tlc “c’è bisogno di interventi normativi di riequilibrio che portino tutto il comparto a svilupparsi per poter essere l’ossatura digitale che serve all’Italia e all’Europa”

Pubblicato il 21 Feb 2024

Pietro Labriola

Tim, l’operatore storico italiano delle telecomunicazioni, è arrivata alla svolta della sua storia aziendale: la separazione nelle due aziende ServCo e NetCo. Ma, ha assicurato l’amministratore delegato, Pietro Labriola, incontrando quasi mille manager per presentare i risultati del 2023, “è vero che ci separeremo e diventeremo due aziende, ma saranno entrambe leader nel loro settore. ServCo sarà il principale operatore e il più infrastrutturato. Netco sarà il punto di riferimento per il mercato wholesale della fibra”.

Labriola ha detto che “Tim sta ottenendo grandi risultati, ma resteremo concentrati perché la nostra sfida è costruire la credibilità, renderla sempre più solida realizzando costantemente ciò che promettiamo di raggiungere, esattamente come abbiamo fatto in questi due anni. Facciamo parte – ha spiegato – di un’azienda che vive in un settore complesso ma ci distinguiamo dagli altri per capacità di portare numeri e risultati. Non solo stiamo per concludere con Kkr un’operazione di rilevanza unica, che cambierà il volto dell’azienda, ma abbiamo anche messo dei tasselli fondamentali nel rilancio del business e, grazie al superamento del fardello del debito, ci stiamo riservando delle opzionalità strategiche per il futuro”.  Tutto questo “lo abbiamo fatto grazie all’impegno di tutti: la nostra squadra”.

Tim vuole “mantenere le promesse”

La settimana scorsa Tim ha comunicato i risultati del quarto trimestre del 2023. Per la prima volta dal 2010, il Gruppo ha centrato tutte le guidance per il secondo esercizio consecutivo. Anno su anno i risultati totali sono in crescita dell’1,9% a 4,3 miliardi di euro, e quelli da servizi aumentano del 3% a 4 miliardi grazie al contributo positivo del Brasile (+8,2%) e del domestico (+1,2%), che torna a crescere dopo 22 trimestri. In crescita anche l’Ebitda che nel quarto trimestre segna un aumento del 6,8% anno su anno attestandosi a 1,6 miliardi di euro.

Ora Labriola ha evidenziato: “Siamo tornati ad essere un’azienda in grado di fare ciò che promette e lo abbiamo dimostrato, lo abbiamo fatto in Brasile, che era in crisi e ora è un gioiello, e lo stiamo facendo anche in Italia centrando le guidance di piano per il secondo anno consecutivo, come non accadeva da circa 12 anni”.

Nelle Tlc servono norme per riequilibrare il mercato 

Labriola ha anche sottolineato che, “sui bandi del Pnrr, siamo l’unica azienda ad aver partecipato a tutte le gare e in alcuni casi stiamo addirittura superando i target previsti, grazie al grande lavoro dei colleghi di rete. Tutto questo lo abbiamo portato avanti mentre mettevamo a terra con Kkr un’operazione da 20 miliardi, il terzo deal più grande di sempre in Italia e il quinto in Europa negli ultimi cinque anni”.

Labriola ha concluso: “Abbiamo di fronte ancora delle sfide importanti, quelle comuni a chi sta dentro questo settore. C’è bisogno di interventi anche normativi di riequilibrio che portino tutto il comparto a svilupparsi per poter essere l’ossatura digitale che serve all’Italia e all’Europa”.

In un articolo uscito alla fine dello scorso dicembre il Financial Times ha “promosso” la strategia di Labriola scrivendo che “La separazione della rete dall’attività di servizi è un’opzione che nessun altro grande gruppo europeo di telecomunicazioni ha fatto. L’accordo dovrebbe dare un po’ di respiro al settore, favorendo potenzialmente il consolidamento all’interno del frammentato settore delle telecomunicazioni in Italia e in Europa”.

A inizio dicembre lo stesso Ad di Tim ha firmato un post su LinkedIn in cui afferma che “Comincia a diventare sempre più difficile immaginare un futuro in cui il consumo dei dati possa continuare ad essere considerato unlimited”. Il modello si fa sempre più insostenibile per le Tlc e la stessa tenuta delle reti è a rischio, prosegue Labriola: “Nel ‘magico’ mondo del digitale succede che aumentano le applicazioni e i consumi della rete, cambiano fortemente i consumi, e conseguentemente aumentano i costi di adeguamento delle reti e dei servizi di assistenza ma nulla cambia per il consumatore. Negli ultimi dieci anni il consumo di dati si è moltiplicato per 10 e il prezzo si è ridotto di quasi un quarto. È evidente che non può funzionare”.

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