L'ANALISI

Tim o WindTre: su chi punterà Iliad?

Vodafone ha rifiutato la seconda offerta e dopo la rottura dell’accordo fra WindTre e il fondo Eqt si riapre la partita. I francesi interessati a rafforzare la propria posizione in Italia, ecco le ipotesi sul tavolo. Intanto la Commissione Ue punta a rivedere le regole del mercato Tlc per favorire le fusioni e imporre obblighi a tutti i soggetti che utilizzano le reti. La bozza del documento visionata in anteprima da CorCom

Pubblicato il 14 Feb 2024

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La clamorosa rottura dell’accordo fra WindTre e il fondo svedese Eqt per dare vita ad una newco in cui far confluire gli asset di rete fissi e mobili spariglia nuovamente le carte del mercato italiano delle Tlc. E apre un nuovo fronte per Iliad che dopo aver ricevuto il secondo no da parte di Vodafone – prima all’offerta per rilevare il 100% degli asset italiani e poi per dare vita a una joint venture – si trova ora di fronte a due papabili opzioni.

La partita del consolidamento in Italia

La società guidata nel nostro Paese da Benedetto Levi ha più volte ribadito l’intenzione di voler aumentare il proprio peso in termini di marketshare e di volere partecipare attivamente al consolidamento del mercato. Che sia sfumata definitivamente l’opzione Vodafone è tutto da vedersi: la telco britannica sarebbe in trattative con Swisscom, l’azionista di Fastweb, ma al momento non è chiaro per quale tipologia di operazione. Una fusione? Una joint venture? Il conferimento di asset in una newco? E se le trattative non dovessero concretizzarsi si tornerebbe al punto di partenza e non è da escludersi che a quel punto Vodafone torni a riconsiderare le trattative con Iliad in un terzo tentativo.

Tim la nuova opzione per Iliad?

Per Iliad l’opzione alternativa più forte su cui si sono cimentati anche analisti ed esperti sarebbe puntare su ServiceCo e in particolare sulla rete mobile di Tim che resterà in capo alla newco dei servizi a seguito della vendita di Netco a Kkr. C’è chi ipotizza anche che potrebbe esserci un accordo fra i francesi di Vivendi e quelli di Iliad per una cessione di una parte della quota che i primi detengono in Tim. Ma difficile pensare che Iliad punti a qualcosa che vada oltre la rete mobile ossia che vada a impelagarsi in un’operazione più consistente che riguardi altre porzioni di ServiceCo.

Zefiro il veicolo per la “scalata” di Iliad su WindTre?

Riguardo a WindTre Iliad è già in campo con la newco Zefiro tenuta a battesimo poco più di un anno fa creata per la condivisione e gestione congiunta delle infrastrutture di rete mobile (5G incluso) nelle aree meno densamente popolate d’Italia per una copertura pari al 27% della popolazione. E proprio gli accordi relativi a Zefiro sarebbero stati determinanti nell’ambito dell’operazione WindTre-Eqt considerato che Iliad non era stata interpellata preventivamente sulle condizioni operative e contrattuali derivanti dal deal con gli svedesi. Zefiro può diventare il veicolo di un’operazione più consistente in chiave di consolidamento? Iliad punta a “scalare” WindTre? Le due telco sono le più vicine in termini di tipologia di clienti e ciò potrebbe favorire un avvicinamento finora non contemplato.

La Commissione Ue pronta a rivedere le regole del mercato Tlc

La Commissione Ue sta valutando un intervento regolatorio per garantire diritti e obblighi equivalenti per tutti i soggetti che usano le reti di Tlc. Intervento che modificherebbe il quadro normativo delle comunicazioni elettroniche. È quanto emerge dal whitepaper “Building’s Europe digital infrastructure of tomorrow” che CorCom ha potuto visionare e che fa da base per una nuova consultazione pubblica al via.

Potrebbero essere previste misure anche per garantire una rapida risoluzione delle controversie in caso di fusioni e acquisizioni. Ad esempio, le negoziazioni commerciali e gli accordi potrebbero essere ulteriormente facilitati stabilendo una specifica tempistica e considerando la possibilità di richiedere meccanismi di risoluzione delle controversie, nel caso in cui non si riesca a trovare un accordo commerciale entro un periodo di tempo ragionevole. In tal caso, potrebbe essere sollecitato il Berec.

Inoltre, si punta a includere le reti nella tassonomia dell’UE cioè a facilitare l’accesso a tassi di interesse agevolati come nella finanza green. E si sta considerando una revisione completa della regolamentazione tradizionale delle telecomunicazioni fisse alla luce dell’avanzamento dell’Ftth.

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