LA MOBILTAZIONE

Tlc, lavoratori in sciopero per il contratto: adesione all’80%

Mobilitazione di otto ore e manifestazioni in tutta Italia per protestare contro il mancato rinnovo del Ccnl. I sindacati: “No a riduzioni del costo del lavoro”

Pubblicato il 01 Feb 2017

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Scioperano i lavoratori delle Tlc. Oggi, 1° febbraio, gli addetti si fermano per l’intera giornata per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale scaduto da oltre due anni e con l’ultimo aumento salariale contrattuale percepito dagli oltre 180mila addetti risalente a 28 mesi fa. L’adesione è circa dell’80%.

“Uno sciopero di 8 ore, le prime del pacchetto di 16 ore proclamate, per rivendicare il rinnovo del contratto, la cui trattativa è in stallo, che valorizzi il lavoro – dichiara Marco Del Cimmuto, segretario nazionale Slc Cgil – e dire quindi no ad una impostazione regressiva di Asstel, totalmente imperniata sulla riduzione del costo del lavoro e con richieste finalizzate ad una contrazione del salario e ad una compressione dei diritti individuali.”

“Uno sciopero per rivendicare anche la dignità e la centralità di un settore sempre più sconquassato da grandi vertenze aziendali – conclude il sindacalista – con pesanti riflessi occupazionali ed un costante attacco alle condizioni materiali delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto. Per queste ragioni migliaia di lavoratori delle Telecomucazioni scioperano per l’intera giornata e partecipano alle numerose manfestazioni regionali organizzate in tutta Italia.”

Sulla stessa lunghezza d’onda la Fistel. “Dopo mesi di sterili discussioni è giunto il momento, a due anni dalla scadenza, di dare ai lavoratori un solido impianto contrattuale che gli consente il recupero del potere di acquisto del salario e definisca la cornice normativa del settore – sottolinea Vito Vitale, segretario generale della Fistel Cisl – E’fondamentale che si riconosca alla contrattazione aziendale il valore necessario per individuare la migliore o.d.l. e puntare alla crescita e alla redistribuzione della produttività per aumentare i salari nell’attuale contesto economico caratterizzato da deflazione e bassa inflazione. Bisogna superare ogni forma di pregiudiziale ideologica che ha frenato i tentativo per rinnovare il Ccnl cercando tra soggetti responsabili le giuste mediazioni per arrivare rapidamente alla conclusione della vertenza.

“E’ chiaro – conclude Vitale ringraziando le lavoratrici e i lavoratori che hanno aderito allo sciopero, che se le condizioni di blocco del rinnovo del Ccnl dovessero permanere, la Fistel – Cisl assumerà la decisione di chiedere la mediazione del Governo, essendo il contratto delle Telecomunicazioni uno di quelli scaduto da maggior tempo”.

In una nota Asstel, l’associazione che raccoglie le compagnie di Tlc, fa sapere che la mobilitazione “”potrà essere causa di alcuni ritardi nell’erogazione dei servizi di cui le aziende si scusano fin da ora. Restano tuttavia garantiti, ai sensi delle vigenti disposizioni di regolamentazione dello sciopero, i servizi minimi di rete, di supporto al cliente (customer care) e di assistenza tecnica”.

La trattativa sul contratto si è arenata lo scorso 23 dicembre. Come spiegato dal segretario generale della Uilcom, Salvo Ugliarolo, a CorCom, motivo dello stop ha riguardato il tema, delicatissimo, degli aumenti salariali.

“Come sindacato, d’accordo con Slc e Fistel, abbiamo rigettato l’idea che gli aumenti contrattuali fossero in qualche modo dati a consuntivo – ha spiegato il sindacalista – Da parte di Asstel abbiamo infatti rilevato un forte interesse per un modello contrattuale che ricalca quello dei metalmeccanici (92 euro, comprensivi di welfare e busta paga ndr). Ma si tratta di aumenti fittizi erogati ex post, nel mese di giugno, in base all’inflazione relativa all’anno precedente. Stiamo parlando di aumenti salariali che potrebbero esserci, non che ci sono effettivamente. Noi invece crediamo che gli aumenti debbano essere reali”.

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