IL DECRETO CURA ITALIA

Tlc, prime misure Agcom: tagliate le tariffe wholesale della fibra Tim

Fornitura accelerata degli apparati necessari ad aumentare la banda. E il Consiglio dell’Autorità battezza anche quattro tavoli con gli operatori per affrontare le questioni più stringenti. Uso dei big data e fake news fra le questioni all’esame

Pubblicato il 18 Mar 2020

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Quattro tavoli permanenti con gli operatori dedicati a individuare soluzioni per: il potenziamento e la sicurezza di reti e servizi di Tlc; la protezione e la facilitazione all’uso di servizi digitali da parte dei consumatori; la riorganizzazione e esercizio degli uffici e servizi postali e di consegna dei pacchi; il ruolo dei servizi media audiovisivi, con particolare riferimento alla correttezza delle informazioni concernenti l’epidemia e l’emergenza sanitaria; il possibile uso dei Big data e della promozione di meccanismi di autoregolamentazione da parte delle piattaforme on-line.

Queste le immediate iniziative adottate dal Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, a seguito dell’approvazione del Decreto legge “Cura Italia”. Ma soprattutto L’Autorità presieduta da Angelo Marcello Cardani ha approvato un primo pacchetto di misure rivolte agli operatori di reti e servizi di comunicazioni elettroniche (articolo 82 del Decreto) “finalizzati a far fronte alla crescita dei consumi dei servizi e del traffico nonché per rispondere alle esigenze dei settori, in primis quello sanitario, ritenuti prioritari dall’unità di emergenza della Presidenza del Consiglio o dalle unità di crisi regionali”, si legge nella nota emanata a seguito del Consiglio.

Ridotti i costi wholesale della fibra

In dettaglio, in attuazione di quanto previsto dal Decreto- l’Autorità può derogare alle condizioni di regolamentazione per facilitare la gestione dell’emergenza assicurando la concorrenza nei mercati delle infrastrutture e dei servizi -Agcom ha previsto misure per il miglioramento delle condizioni di offerta dei servizi di rete da parte di Tim.

Queste le misure:

riduzione di costi all’ingrosso unitari della banda Ethernet rame e fibra di Tim;

massimo impegno alla fornitura accelerata degli apparati di trasporto e Vlan (Kit 10Gb Nga e Vula, Svlan ad essi associati) necessari per l’aumento di banda e per dar seguito all’apertura anticipata dei nuovi Cabinet Nga;

traslazione a livello wholesale di eventuali sconti nei contributi una tantum a livello retail al fine di azzerare i costi a carico dei consumatori, mantenendo al tempo stesso opportuni margini per i concorrenti.

Tim dovrà, infine, mettere a disposizione le proprie infrastrutture su tutto il territorio nazionale, rispondendo alle richieste dei consumatori senza discriminare rispetto alle tecnologie e alle aree geografiche del paese. A tal fine è stata approvata, per il periodo dell’emergenza, la trasparenza delle infrastrutture messe a disposizione con la pubblicazione nel sito wholesale di Tim e la riduzione dei tempi di preavviso per l’avvio della commercializzazione delle nuove infrastrutture di accesso.

L’Autorità, vigilerà comunque sulle azioni di Tim e sul rispetto di quanto deliberato da Agcm nel procedimento A514 e di quanto previsto dal quadro regolamentare 2019-2021 della delibera 348/19/CONS, suggerendo eventualmente misure correttive anche alla luce dello sviluppo di reti ad altissima velocità auspicato dalla Commissione Europea”, si legge nella nota dell’Authority.

Agcom inoltre, richiederà agli operatori di fare “ogni sforzo necessario per contribuire alla gestione e superamento dello stato di emergenza”, indicando alcune azioni ritenute rilevanti quali: cercare di assicurare nel più breve tempo possibile un aumento della banda media per cliente, su rete fissa, di almeno il 30%, ove tecnicamente possibile; compiere ogni sforzo, in caso di assenza di copertura con rete fissa Nga e su richiesta del condominio o del soggetto giuridico responsabile della sede per attivare, senza aggravio di costo fino al 30 giugno 2020, ogni possibile soluzione di accesso; raccomandare ai consumatori finali di utilizzare in casa prevalentemente gli accessi fissi (anche wi-fi) per non sovraccaricare la rete mobile; ridurre o azzerare i contributi una tantum di attivazione di nuove linee fibra e da rame a fibra fino al 30 giugno 2020.

Servizi postali, ridurre al minimo gli impatti operativi

Relativamente alle criticità riscontrate nel settore postale, l’Autorità, “nel rispetto delle prevalenti norme e misure disposte per garantire la massima sicurezza e protezione dal rischio di contagio, chiede agli operatori postali di adottare modalità operative, omogenee e se possibile condivise, che pur divergendo da quelle ordinarie, riducano al minimo l’impatto di tali eventi sull’erogazione dei servizi, evitando nel contempo che possano verificarsi interruzioni o sospensioni dell’intero servizio. Inoltre, eventuali interventi sulle modalità di svolgimento del servizio postale (organizzazione degli uffici) adottate dagli operatori, nel rispetto degli obiettivi prioritari già indicati, potranno essere vagliate da Agcom sotto il profilo della proporzionalità e della ragionevolezza rispetto alla preminente finalità di tutela della salute e della necessaria uniformità rispetto alle altre modalità adottate da altri operatori”. Infine, potranno inoltre essere fornite indicazioni volte a tutelare interessi fondamentali e ad evitare che possano crearsi in altri settori gravi e irrimediabili disfunzioni, potenzialmente in grado di aggravare la situazione emergenziale nel suo complesso, in conformità a quanto stabilito dal Governo ed in stretto coordinamento con tutte le Istituzioni competenti.

Il contributo Agcom slitta a giugno

L’Autorità ha infine previsto una dilazione dei pagamenti del contributo per il suo funzionamento a carico dei soggetti che operano nei settori di competenza (comunicazioni elettroniche, servizi media, servizi postali e commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi) di minori dimensioni. In particolare gli operatori con fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro potranno versare il contributo all’Autorità entro il 15 giugno 2020 e non entro il 1 aprile 2020 come previsto.

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