Un pedaggio per WhatsApp. La Spagna guarda con interesse all’Italia dopo che Agcom ha svelato i risultati dell’indagine conoscitiva sui servizi di comunicazione elettronica, descrivendo come plausibile, in un’ottica di level playing field nelle Tlc, l’ipotesi di la possibilità di remunerazione della rete da parte degli over the top.
Gli operatori spagnoli guardano con attenzione a ciò che accade in Italia nella speranza che si replichi una ricetta simile nel mercato spagnolo. Telefonica, Vodafone e Orange hanno chiesto un trattamento simile per tutti gli operatori del mercato dal punto di vista normativo, fiscale e di privacy degli utenti. “Gli Ott devono giocare secondo le stesse regole degli operatori tradizionali quando offrono gli stessi servizi, come ad esempio le chiamate su Internet o la messaggistica”, ha detto José Maria Alvarez-Pallete, presidente di Telefónica.
Anche per Gervais Pellissier, ceo di Orange Europe, con l’intento di rafforzare il mercato unico digitale servirebbero “stesse regole per tutti gli operatori del mercato”. Allo stesso modo anche Vodafone si è espressa contro le asimmetrie che affliggono il settore europeo delle telecomunicazioni.
“L’indagine conoscitiva ha analizzato la domanda e l’offerta dei nuovi servizi e l’uniformità di condizioni del mercato per tutti gli operatori. Tra le misure ipotizzate per risolvere le eventuali criticità esistenti negli accordi d’interconnessione tra operatori di rete e fornitori di servizi di messaggistica istantanea, come Whatsapp Telegram e altri – ha spiegato il Commissario Agcom, Antonio Preto – vi è quella che questi ultimi remunerino l’utilizzo delle infrastrutture. Il fine è quello di promuovere gli investimenti sostenuti dagli operatori di rete che sostengono l’ingente quantità di traffico dati che i servizi a valore aggiunto generano”.
Ma ha specificato il Commissario, “è un’ipotesi riguardante gli accordi d’interconnessione tra Ott e Tlc da realizzarsi, per esempio, attraverso un obbligo di negoziazione, con l’obiettivo di individuare le modalità d’interconnessione e il relativo prezzo”, ma ciò “non implica costi diretti per l’utente e la possibilità per i fornitori di servizi di messaggistica istantanea di poter attingere al credito telefonico”, a cui i fornitori di servizi di messaggistica istantanea, precisa Preto, “non sono stati autorizzati ad attingere”.