AGENDA DIGITALE

Valducci: “L’Italia può diventare digitale entro il 2013”

La commissione Trasporti e Tlc della Camera avvia l’esame della proposta di legge Gentiloni (Pd) sullo sviluppo dei servizi digitali. Il presidente: “Provvedimento determinante per la competitività del Paese”. Riflettori puntati su banda larga, e-commerce e swith off della PA

Pubblicato il 07 Mar 2012

Federica Meta

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La commissione Trasporti della Camera ha avviato oggi l’esame della proposta di legge Gentiloni (Pd) sullo sviluppo dei servizi digitali per cittadini e imprese. "Si tratta – ha rilevato il presidente, Mario Valducci (Pdl) – di far crescere la società digitale nel suo complesso, processo in cui la Pubblica amministrazione deve giocare il suo ruolo naturale di promotore, come indicato dall’Europa". Come sottolinea Valducci in una dichiarazione, "il provvedimento, insieme con le iniziative presenti nel decreto semplificazioni, renderà questa legislatura determinante per la competitività del sistema Italia. Auspico che il clima di condivisione su questo tema possa accelerare l’approvazione della legge".

"Entro il 2013 l’Italia potrà essere digitalizzata", conclude Valducci.

La proposta di legge firmata da Paolo Gentiloni (Pd) e Roberto Rao segue il percorso dell’Agenda Digitale Europea con l’obiettivo di proporre soluzioni e misure adeguate al contesto nazionale.

Come si legge nell’articolo 1 lo Stato deve farsi promotore dello sviluppo del digitale, definendo “politiche di incentivo alla domanda di servizi digitali” e favorendo l’alfabetizzazione informatica, la ricerca e l’innovazione tecnologica, “leve essenziali di progresso ed irrinunciabili opportunità di arricchimento economico, culturale e civile”. Per questo scopo è fatto obbligo per il Governo, di presentare alle Camere un ddl annuale per l’incentivo dei servizi digitali. Ancora per quanto riguarda il servizi elettronici è necessario aumentare l’offerta in modo da allineare il nostro Paese agli obiettivi dell’Agenda digitale che stabilisce il ricorso all’e-gov per il 50% della popolazione entro il 2015. “I servizi di e‐Government – si legge nell’articolo 2 – costituiscono un modo economico per migliorare il servizio ai cittadini e alle imprese, favorire la partecipazione e promuovere un’amministrazione aperta e trasparente”.

“A tal fine, è previsto che, a partire dal 2013, il Ministero della Funzione Pubblica, d’intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico, predisponga un piano di switch off dei servizi, per singole aree territoriali. Le pubbliche amministrazioni sono inoltre tenute ad assicurare l’apertura di postazioni gratuite e assistite di accesso alla rete internet per la richiesta e la fornitura dei servizi digitali, nonché a dare pubblica comunicazione dei servizi on line disponibili e delle relative modalità di accesso e fruizione”.

Il tema della sanità elettronica è affrontato nell’articolo 3 dove si propone di rendere obbligatorie le prescrizioni mediche digitali i medici di base e i pediatri del Servizio sanitario nazionale. L’articolo 4 propone invece di creare un bonus di 50 euro per consentire alle famiglie meno abbienti di firmare un contratto di accesso ad internet a banda larga. L’articolo 5 propone l’introduzione di un’aliquota unica del 20% a beneficio delle transazioni commerciali effettuate attraverso la rete internet e l’estensione dell’aliquota del 4% alla cessione in formato elettronico di prodotti editoriali (giornali quotidiani e riviste) e libri. L’articolo 6 punta all’introduzione di “meccanismi di promozione dei progetti presentati dalle piccole e medie imprese costituite da giovani imprenditori, finalizzati alla creazione e allo sviluppo di attività nel settore delle nuove tecnologie”.

Focus anche sulla diffusione di terminali Pos per pagamenti in modalità contactless (articolo 7); l’introduzione di un bonus per le famiglie meno abbienti con figli di età superiore ad anni 14 per l’acquisto di un computer fisso o di un tablet di nuova generazione, previa rottamazione di un vecchio apparato (articolo 8); l’adozione di misure per l’esenzione dal pagamento delle tasse comunali e provinciali per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, in caso l’occupazione serva alla posa di reti ed impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica (articolo 9).

L’articolo 10 introduce misure di promozione ed incentivo all’uso, da parte delle amministrazioni pubbliche, di soluzioni basate su software libero. L’articolo 11, infine, prevede la realizzazione di un programma pubblico di alfabetizzazione informatica dei cittadini, ed in particolare delle categorie a rischio di esclusione, mediante idonei percorsi formativi.

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