L'EDITORIALE

Vendere o consolidare: per le telco europee la strada è segnata

Anche i grandi operatori, un tempo “campioni nazionali”, in forte difficoltà. L’Europa sta acuendo i gap con Usa e Cina sul fronte dell’innovazione e delle reti a banda ultralarga a causa dei ritardi sugli investimenti. Norme frammentate e golden power ostacoli al cambiamento. In Italia sarà Tim a guidare la svolta?

Pubblicato il 16 Feb 2023

merger, digital

Cedere asset o consolidare: per le telco europee il destino è tracciato, senza se e senza ma. Troppi gli operatori e anche i big – quelli che un tempo erano considerati “campioni nazionali” – sono in seria difficoltà.

Aumento dei costi e concorrenza senza precedenti

“L’aumento dei costi per gli investimenti nelle tecnologie di accesso di nuova generazione e la crescente concorrenza stanno costringendo le società di telecomunicazione a prendere in considerazione la cessione di asset o il consolidamento”, sottolineano gli analisti di GlobalData i quali evidenziano che l’Europa sta aumentando il gap con Stati Uniti e Cina sul fronte dell’innovazione anche e soprattutto a causa delle difficoltà degli operatori di Tlc nel rispettare le roadmap di investimento nelle nuove rete ad alta capacità.

I business model delle telco

“Le società di telecomunicazioni hanno modificato i loro modelli di business a fronte dei costi di implementazione dei servizi di accesso di nuova generazione, come il 5G e la banda larga in fibra, e molti carrier hanno venduto le loro attività televisive e multimediali e hanno rifocalizzato le loro attività operative”, sottolinea Gary Barton di GlobalData.

Normativa frammentaria e troppo peso dei Governi

Ma per un riassetto che consenta di tornare alla competitività bisognerà superare una serie di ostacoli. “Le telecomunicazioni in Europa operano in un regime normativo frammentato e i problemi di proprietà, sicurezza e assegnazione delle licenze hanno ostacolato il consolidamento degli operatori storici. I governi nazionali continuano a influenzare il mercato attraverso il possesso di quote di partecipazione nei vettori e le cosiddette “golden share” che offrono diritti di veto sul controllo degli operatori”.

Il consolidamento delle telco in Italia

Il tema del consolidamento in Italia si sta facendo sempre più stringente. Nel presentare la strategia industriale 2023-2025, l’Ad di Tim Pietro Labriola ha evidenziato che “in Italia è arrivato il tempo di un consolidamento per le tlc. Iliad si è già fatta avanti, Vodafone ha detto più volte che il consolidamento è una priorità in Italia e non solo”.

Labriola ha anche delineato il possibile scenario per quel che riguarda Tim: “Un consolidamento con altri player europei sull’attività di rete non ha nessun senso mentre il discorso cambia per quello relativo alla componente di servizi al cliente-famiglie o cliente-imprese: è possibile che ci sia un consolidamento cross border ma ci sono passaggi intermedi”. In dettaglio “Tim Enterprise ha l’esigenza di consolidarsi in Italia con qualcuno che fa system integration piuttosto che con qualcuno a livello europeo”. Quanto a Tim Consumer “c’è la possibilità che ci sia un consolidamento a livello cross border” ma occorre valutare se sia preferibile “il modello cross border o inter market, cioè aggregando sevizi di comunicazioni con altri servizi; non esiste una strada maestra ma sono certo che qualcosa succederà”.

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