LA RIORGANIZZAZIONE

Vodafone Italia, ecco il dettaglio del piano esuberi

È quanto emerge a seguito dell’incontro fra la telco e i sindacati che però chiedono un capovolgimento del paradigma nel settore. “Gli accordi azienda per azienda non risolvono la crisi profonda, il tema dell’occupazione non può essere la leva esclusiva per far fronte al calo dei ricavi”

Pubblicato il 04 Apr 2023

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125 esuberi su 516 addetti nel Consumer, 37 esuberi su 731 addetti nel Business, 550 esuberi su 1620 addetti nell’area Customer, 173 esuberi su 1074 per il Network, 115 tagli a livello di staff su 626 addetti. Mentre resta “salva” l’area Digital/IT che non presenta eccedenze su 401 addetti. E nessuna eccedenza anche per quel che riguarda Vbts e Divisione Global.

Questo in dettaglio il piano Vodafone sui mille esuberi previsti. È quanto emerge dall’incontro fra le Segreterie nazionali e territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni e il coordinamento Rsu con i vertici dell’azienda per proseguire il confronto sulla gestione della riorganizzazione.

Il confronto azienda per azienda non sana la crisi

Ma i sindacati hanno ribadito che “non può essere il mero confronto in sede aziendale la soluzione a problemi atavici ben più strutturali. Serve un chiaro e netto capovolgimento del paradigma, non saranno accordi estemporanei azienda per azienda a trovare soluzioni a fattori esogeni ed endogeni di un settore in crisi di ricavi e margini costante da oltre un decennio, nonostante la crescente domanda”.

“La riduzione dell’occupazione non è la leva esclusiva per rispondere ad una contrazione dei ricavi. Serve un confronto più ampio e complessivo del settore delle telecomunicazioni, chiamando a responsabilità il Governo, per traguardare un modello industriale che superi la condizione di continua sofferenza”, aggiungono i sindacati.

La questione delle consulenze e degli appalti

“Parlare di esuberi nel momento in cui Vodafone ricorre ad esternalizzazioni delle attività tramite consulenze e/o appalti, spesso anche fuori dal settore tlc, risulta poco comprensibile”, aggiungono i sindacati.  “È tempo che ciascuno si assuma le proprie responsabilità, non può essere il solo confronto tra le aziende del settore ed il sindacato confederale a trovare le risposte per un settore che paradossalmente vede crescere la domanda di connettività e servizi (+300%) ed al contempo affronta una contrazione dei ricavi di 15 miliardi negli ultimi dieci anni. Servono soluzioni strutturali, con interventi concreti del Governo a tutela e sostegno di un asset strategico per il sistema paese e per la difesa dei perimetri occupazionali”.

Ultima chiamata al Governo

I sindacati annunciano inoltre che “in assenza di riscontri, di convocazioni imminenti da parte del Governo, la risposta non potrà che essere l’avvio di un percorso che, attraverso il coinvolgimento delle lavoratrici ed i lavoratori del comparto, metta in campo una lunga stagione di mobilitazione”.

Vodafone: “Serve profonda trasformazione”

“Alla luce della strutturale trasformazione del mercato e del continuo calo dei prezzi, guidato da una straordinaria pressione competitiva, Vodafone conferma la necessità di avviare una profonda trasformazione del suo modello operativo per continuare ad investire e a competere in modo sostenibile”, fa sapere l’azienda a seguito dell’incontro.

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