I CONTI

Vodafone torna all’utile, in Italia clienti broadband a quota 3 milioni

Nel primo semestre 2020/2021 il Gruppo ha registrato una solida performance finanziaria con profitti netti pari a 1,5 miliardi di euro. Il ceo Nick Read: “Fiducia nelle nostre previsioni per l’intero anno”. Aumentano del 4,4% i ricavi da servizi da rete fissa della filiale tricolore. Al brand Ho oltre i 2 milioni di utenti. Riccardo Pugnalin è il nuovo direttore External Affairs

Pubblicato il 16 Nov 2020

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Vodafone torna all’utile. Nel primo semestre 2020/2021 ha registrato una solida performance finanziaria con profitti netti pari a 1,5 miliardi di euro. I ricavi a da servizi sono pari 18,4 miliardi di euro (-0,8%), ancora in parte influenzati dall’impatto del Covid-19 e minori ricavi da roaming.

“I risultati di oggi evidenziano una maggiore fiducia nelle nostre previsioni per l’intero anno. Stiamo registrando una performance resiliente nel primo semestre e continuiamo a vedere un buon slancio commerciale in tutto il Gruppo – commenta il ceo NickRead – I risultati dimostrano il successo delle nostre priorità strategiche fino ad oggi, vale a dire aumentare la fedeltà dei clienti, accrescere la nostra base di clienti in banda larga, guidare la digitalizzazione per semplificare l’azienda e ottenere significativi risparmi sui costi, fornire il 5G in modo efficiente attraverso la condivisione della rete. Ora più che mai, i servizi di connettività che forniamo sono fondamentali per la società e la domanda per i nostri servizi è in crescita. Sono orgoglioso di come i nostri dipendenti abbiano lavorato instancabilmente, 24 ore su 24, per mantenere tutti connessi”.  

L’impatto della pandemia si è fatto sentire anche sui conti italiani.  Vodafone Italia chiude il semestre al 30 settembre 2020 con ricavi da servizi a 2.249 milioni di euro in calo del 7,2% rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente.

“La performance del semestre – spiega infatti una nota – risulta influenzata in particolare dalla riduzione del traffico roaming causata dall’impatto della pandemia sui flussi di visitatori stranieri in ingresso e in uscita dall’Italia e dalla perdurante intensità competitiva nel segmento mobile”.

Di contro crescono del 4,4% i ricavi da servizi di rete fissa, pari a 611 milioni di euro. I clienti in banda larga raggiungono quota 3 milioni, in crescita del 4,2% rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente (+118.000). L’Ebitda è pari a 800 milioni di euro (-11,1%).

ho., il second brand di Vodafone, che risponde alle esigenze di clienti interessati ad una offerta digitale ed essenziale, ha raggiunto i 2,2 milioni di clienti.

Nel semestre Vodafone ha avviato un piano pluriennale per offrire attraverso l’Fwa (Fixed Wireless Access) la migliore connettività voce e dati anche in zone in cui non è presente la banda ultralarga. Sono stati già raggiunti oltre 3.000 comuni in tutte le Regioni italiane.

Nel periodo è stata siglata anche una partnership con PostePay, il primo operatore virtuale in Italia con oltre 4 milioni di sim mobili. Con questo accordo PostePay passa su rete Vodafone e rafforza ulteriormente la collaborazione tra Vodafone e PostePay, già avviata con il lancio del prodotto PosteMobile Casa, sempre su rete Vodafone.

Vodafone Business ha siglato una partnership strategica quinquennale con Bnl Gruppo BNP Paribas per implementare il piano di trasformazione digitale della Banca e proseguire nella definizione di un modello di servizio sempre più innovativo e tecnologicamente avanzato, in grado di garantire a clienti e dipendenti di essere connessi con la Banca quando e dove lo desiderino o ne abbiano necessità. Nel semestre Vodafone Business ha inoltre annunciato un accordo di collaborazione strategica con Microsoft per accelerare la digitalizzazione di imprese e PA italiane.

Tra le iniziative commerciali più significative si segnala nel mondo Consumer la possibilità di provare per un mese le offerte Infinito con Giga, Minuti, e sms illimitati senza costi aggiuntivi, e il lancio delle soluzioni di Vodafone Business per l’unlock basate su tecnologia IoT.

Vodafone Business ha recentemente lanciato V-Hub, un servizio online dedicato alla digitalizzazione delle piccole e medie imprese. Disponibile in Italia, Regno Unito, Germania e Spagna, V-Hub offre guide, suggerimenti e un servizio di consulenza per aiutare le PMI a orientarsi in un mondo sempre più digitalizzato: dalla creazione di siti web al marketing digitale, dal remote working alla sicurezza informatica.

In Italia un nuovo responsabile External Affairs

Dal 16 novembre Riccardo Pugnalin è il nuovo Direttore External Affairs di Vodafone Italia – a diretto riporto dell’Amministratore Delegato Aldo Bisio – ed entra nel Comitato Esecutivo della società. Avrà il ruolo di rappresentare l’azienda presso il Governo, le Autorità ed altri organismi istituzionali, nonché assicurare il supporto regolamentare e nelle attività di Sicurezza e Privacy.

Pugnalin proviene da Sky Italia dove ha svolto incarichi di crescente responsabilità nazionale e internazionale fino a ricoprire il ruolo di Vice President Executive di Sky Italia per Communications, News and Public Affairs. In precedenza ha lavorato in aziende internazionali e nazionali come British American Tobacco e Gruppo Fininvest, ricoprendo incarichi nelle aree delle relazioni esterne e degli affari istituzionali sia in Italia che a Bruxelles.

Il Comitato Esecutivo di Vodafone Italia, guidato dall’Amministratore Delegato Aldo Bisio, è così composto: Barbara Cavaleri (Finance), Antonio Corda (Affari Legali), Ilaria Dalla Riva (Risorse Umane e Organizzazione), Silvia de Blasio (Comunicazione Corporate & Fondazione), Andrea Duilio (Customer Operations), Giorgio Migliarina (Vodafone Business), Riccardo Pugnalin (External Affairs), Fabrizio Rocchio (Technology), Andrea Rossini (Consumer).

La multa del Garante Privacy

Il Garante per la privacy ha a Vodafone una multa da 12,2 milioni di euro. L’accusa è quella di aver trattato in modo illecito i dati di milioni di utenti per fini promozionali e di telemarketing. Il Garante chiede alla società di telefonia di adottare una serie di misure per conformarsi alla nuova normativa nazionale ed europea sulla tutela dei dati, redatta nel 2016 e in vigore dal 2018.

Nel corso dell’istruttoria, fa sapere l’authority, è emerso un allarmante utilizzo da parte di Vodafone di numerazioni non censite nel Roc, Registro degli operatori di comunicazione, per realizzare i contatti promozionali. Un fenomeno, avvertito dalla stessa Vodafone, che sembra ricondursi a un “sottobosco” di call center abusivi, che effettuano attività di telemarketing in spregio alle disposizioni in materia di protezione dei dati personali.

Ulteriori violazioni sono state trovate dal Garante nella gestione che Vodafone ha fatto delle liste anagrafiche da contattare, acquisite da fornitori esterni. Quelle liste, che i partner commerciali di Vodafone avrebbero ricevuto da altre aziende e trasferito alla società di telefonia, non avrebbero ottenuto il necessario consenso degli utenti che dev’essere libero, informato e specifico. Per il Garante sono inadeguate anche le misure di sicurezza dei sistemi di gestione della clientela. Alcune segnalazioni dei clienti, ricevute dall’Autorità, denunciavano che dei sedicenti operatori Vodafone chiedevano l’invio di documenti di identità mediante WhatsApp, probabilmente con finalità di spamming (ossia l’invio indiscriminato di email in posta), phishing (truffe informatiche sempre tramite email) o per la realizzazione di altre attività fraudolente.

Il Garante ha quindi ordinato a Vodafone di introdurre dei sistemi che certifichino che il trattamento dei dati, al fine del telemarketing, sia svolto nel rispetto delle isposizioni sul consenso. La società dovrà inoltre dimostrare che i contratti siano stati attivati solo a seguito di chiamate promozionali effettuate dalla sua rete di vendita. Quindi da numerazioni censite e iscritte al Roc. Vodafone dovrà inoltre irrobustire le misure di sicurezza per impedire accessi abusivi all’archivio dati dei clienti e fornire alle richieste di alcuni pieno riscontro. Il Garante ha inoltre vietato a Vodafone di contattare i clienti per fini promozionali, prendendo i loro nomi liste anagrafiche acquisite da soggetti terzi, senza che i clienti stessi abbiano dato il consenso.

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